Vinitaly 2026, a Veronafiere il vino italiano incontra il mondo
Vinitaly torna a Verona dal 12 al 15 aprile come piattaforma di riferimento per il business, la promozione e il posizionamento internazionale del vino italiano. Con 4.000 aziende espositrici e un quartiere fieristico al completo con 18 padiglione occupati, Vinitaly conferma la sua centralità per una filiera che nel Paese conta 670 mila ettari di vigneto, 530mila imprese e 870mila occupati, con un impatto economico diretto e indiretto di oltre 45 miliardi di euro. Un patrimonio produttivo unico, fondato sulla prima biodiversità viticola al mondo, che rappresenta una leva competitiva decisiva per intercettare consumatori e culture gastronomiche differenti.
«In uno scenario segnato da mercati in rapida trasformazione, nuovi modelli di consumo e crescente competizione globale – spiega Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –, la 58ª edizione di Vinitaly rafforza la propria funzione: accompagnare le imprese con strumenti, relazioni e contenuti capaci di leggere il cambiamento e volgerlo in opportunità. È questa la missione di una manifestazione che da Verona si proietta nel mondo con un ecosistema di eventi e iniziative sempre più esteso in Asia, Nord e Sud America e orientato alla crescita del made in Italy enologico».
L’edizione 2026 punta con decisione sull’evoluzione della piattaforma Vinitaly: più business matching, più servizi digitali, più internazionalità. In questa direzione si inseriscono Vinitaly Plus e il nuovo agente Bacco AI, pensati per rendere più efficace il contatto tra espositori e buyer e per accompagnare gli operatori in una visita sempre più personalizzata. Al tempo stesso, il piano di incoming sviluppato con ITA-Italian Trade Agency porta a Verona circa mille top buyer selezionati e ospitati da quasi 70 Paesi, a conferma della dimensione globale della manifestazione.
Tra le novità di quest’anno spiccano il nuovo padiglione Xcellent Spirits, che valorizza sempre più la presenza dei distillati, Vinitaly-NoLo Experience, evoluzione strutturata del segmento no e low alcohol, e il consolidamento di Vinitaly Tourism, che rende l’enoturismo un asset stabile della manifestazione con una nuova area operativa e buyer specializzati da Stati Uniti, Brasile, Regno Unito, Singapore, Thailandia e Croazia.
Vinitaly 2026 accende inoltre i riflettori sul rapporto tra vino e ristorazione, oggi sempre più importante anche alla luce del riconoscimento della Cucina italiana patrimonio immateriale dell’Unesco. A rafforzare questo racconto contribuisce un programma di degustazioni, masterclass e tasting guidati che accompagna i visitatori nella lettura di territori, denominazioni e stili produttivi.
In contemporanea a Vinitaly, poi, vanno in scena in fiera anche la 6ª edizione di Xcellent Beers, area dedicata alle produzioni brassicole nazionali e internazionali, e la 27ª di Enolitech, il salone sulla filiera tecnologica applicata alla vitivinicoltura e al beverage.
Fuori dal quartiere fieristico, infine, la rassegna estende la propria presenza nel cuore di Verona con Vinitaly and the City, il fuori salone che dal 10 al 12 aprile porta il vino nei luoghi simbolo della città, con percorsi enogastronomici ed eventi diffusi che costruiscono un ponte tra appassionati e territorio, ampliando l’esperienza della manifestazione e rafforzando il legame tra il brand Vinitaly, Verona e la cultura del vino italiana.