Giornata mondiale delle fiere #GED2021, ecco perché ripartire è un dovere

Quanto è costato un anno di stop del sistema fieristico globale? Oltre 325 miliardi di euro nel 2020, tra affari mai conclusi e indotto mancato sui territori. Una cifra che corrisponde ad una perdita netta del 68% rispetto al 2019.

È un dato che ricordiamo oggi, in occasione della giornata mondiale delle fiere organizzata da UFI-Associazione mondiale dell’industria fieristica, per ribadire l’importanza strategica di questo settore nel supportare la ripresa delle economie colpite dalla pandemia.

Le fiere sono state e continueranno ad essere uno strumento imprescindibile di politica industriale per tutti i paesi avanzati. Muovono merci e generano business. Connettono persone, culture e idee da ogni angolo del mondo.

Il 74% delle aziende e degli operatori, nonostante il boom di eventi online, webinar e riunioni su Zoom, è concorde nell’affermare che le fiere fisiche saranno ugualmente importanti nel futuro. E il 35% sostiene che diventeranno ancora più efficaci, nello scenario post-pandemia.

«Le fiere sono motore fondamentale per la ripartenza delle economie – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. Per questo dobbiamo riconnettere in sicurezza le community e i mercati delle filiere industriali che rappresentiamo, per ricostruire al più presto la catena del valore spezzata dal Covid19».

Un valore che, tradotto in numeri, conta ogni anno a livello mondiale:

  • 299 miliardi di euro di giro d’affari;
  • 179 miliardi di euro di indotto sui territori;
  • 33mila manifestazioni;
  • 4,5 milioni di espositori;
  • 303 milioni di visitatori;
  • 3,4 milioni di posti di lavoro.

Si tratta di un’intera filiera bloccata da più di un anno a causa delle restrizioni imposte dal Covid19, ma che non ha mai mollato, tenendo sempre i motori accesi, pronta alla ripartenza in sicurezza grazie a rigidi protocolli di prevenzione sanitaria.

Nel corso del lockdown gli organizzatori di fiere hanno affrontato con successo anche altre sfide, come quella legata all’innovazione tecnologica.

«La pandemia ha colpito duro – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, ma ha anche costretto le fiere ad accelerare il processo di evoluzione, ripensando modelli di business e promozione integrati con le nuove frontiere dell’esperienza digitale. Ripartiamo cambiati e in meglio!».

Adesso è l’ora di guardare al futuro con sempre più ottimismo, mentre inizia il conto alla rovescia verso il 18 giugno per l’appuntamento con Motor Bike Expo, primo evento in presenza che segna la riapertura del quartiere espositivo di Veronafiere, seguito il  19 giugno da OperaWine.

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